Ideazione messa in scena e interpretazione Michela Lucenti
Musiche eseguite dal vivo Luca Andriolo / Dead cat in a Bag
Testi Silvia Corsi
Luci Stefano Mazzanti
Fonica Maurizio Camilli
Produzione Balletto Civile
Con il sostegno di Fondazione Teatro Due, Centro Dialma Ruggiero/La Spezia
e MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Durata 50 minuti
Michela Lucenti, in tutta la sua esile potenza, assediata da scarpe femminili in un deserto di terra rossa, danza sulla musica di Luca Andriolo. Un teatro fisico e poetico, fatto di suoni, di movimenti e parole, conduce lo spettatore nei palpiti e nelle ribellioni, nei colori e nelle lotte di un’irriverente invocazione anarchica.
“Quando il piccolo peso prepara il suo destro.
Padre e madre parti di noi
del viaggio
poi si è soli
forse pronti
non si tratta di essere forti ma di mordere
l'ossessione la nostra battaglia
quello che ora stiamo capendo è quello che c'è da capire non si può aspettare
nessuna lezione da prendere ancora
solo libertà e convinzione
poi bisogna non aver paura e li si capisce se davvero abbiamo imparato l'azione
Immaginiamo che tutto sia una prova infinita
la mise en espace ci da soddisfazione negli ultimi giorni
poi c'è il giorno della prima e niente sarà come avevamo pensato e non sarà importante.
Ci proviamo. Ci proviamo a fare arte, a mettere l'accento sulle cose importanti della vita, radici, lotte, morti e rinascite interiori, palpiti adolescenziali, ribellioni adulte, atmosfere suoni colori... Tanti gesti e parole che si accumulano intorno a un fulcro che non vogliamo sappiamo possiamo più affrontare direttamente. E poi finalmente succede. Metto a fuoco il centro. Non mi spavento. Nasce un'invocazione, che sarà necessariamente puerile, anacronistica, ridicola, roboante, indicibile, inagibile. Interrotta, ripresa, di nuovo interrotta. Ma che per miracolo ce la fa, e si solleva al di sopra del nostro stesso sarcasmo, leggera e timida. Oso dirlo? Posso stupirmi? Ecco, lo dico: sono grata. Della mia storia di merda, sono grata. Della notte del disincanto sono grata. A chi mi ha creato illusioni su questo mondo sono grata, così come a chi me le ha distrutte. A chi mi ha cibato e dissetato e pettinato, a chi mi ha indicato il cammino sono grata. Posso provarci ancora? Posso provarmici ancora? Sono abbastanza in luce? Mi vedete?”